DisAbility on Stage

Dal 7 al 18 novembre 2016 il progetto di ricerca si confronta con la pratica in laboratorio teatrale presso l'Accademia Teatro Dimitri

Questo mese di novembre giunge a un momento chiave un progetto interdisciplinare che da qualche tempo impegna alcuni ricercatori dell’Accademia Teatro Dimitri. Il progetto, intitolato DisAbility on Stage (blog.zhdk.ch/disabilityonstage/), è stato lanciato dall’Institute for the Performing Arts and Film della Zürcher Hochschule der Künste ed è finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca. DisAbility on Stage costituisce la prima indagine esauriente sulle pratiche teatrali e di danza ideate, dirette e/o interpretate da artisti disabili nelle differenti regioni linguistiche del territorio elvetico. Il suo sviluppo è reso possibile da un’ampia collaborazione tra lo stesso istituto zurighese, l’Accademia teatrale di Verscio, le Università di Basilea e Berna, diverse compagnie di teatro e di danza, e alcuni festival della Svizzera italiana, francese e tedesca legati al circuito IntegrART. Tra gli obiettivi principali del progetto ci sono l’incoraggiamento di una riflessione, nelle scuole d’arte e nelle università, sulla disabilità e un esplicito impegno per trasferire i risultati della ricerca nella pratica attraverso un intenso dialogo tra i due ambiti. In particolare, il progetto si focalizza su tre linee di studio che investigano rispettivamente – sulla base di metodi provenienti dagli studi teatrali, sociali e (video)etnografici – la preparazione dei performer (training), i processi che caratterizzano le prove per gli spettacoli e la ricezione degli stessi spettacoli da parte di pubblico e media.
Il sottoprogetto dell’Accademia Teatro Dimitri si dedica in particolare alle relazioni tra physical theatre e teatro di/con artisti disabili. Allo stato attuale della ricerca appare chiaro che non si tratta semplicemente di relazioni analogiche, la cui indagine comporterebbe il forte rischio di confusioni tra causalità e somiglianze, ma di legami strutturali. In sostanza si può dire che diverse espressioni del teatro di/con artisti disabili – nel focalizzarsi su processi di creazione collettivi (devising), nel valorizzare le caratteristiche psicofisiche specifiche dei performer e nello scegliere come base materiali diversi dalla letteratura drammatica – possono essere considerati esempi di physical theatre. Tale situazione permette al sottoprogetto grandi potenzialità di sviluppo in ambito artistico, culturale, sociale e formativo. Ed è proprio il confronto con l’ambito formativo che in questi giorni diventa cruciale. Grazie a una collaborazione con il corso di studi Master dell’Accademia Teatro Dimitri e con Emanuel Rosenberg di Teatro DanzAbile, con il sostegno finanziario della Stiftung Corymbo e della Oertli-Stiftung, infatti, alcuni studenti e un gruppo di attori disabili sono protagonisti di un laboratorio teatrale che permetterà di mettere alla prova della pratica le riflessioni di una ricerca teorica che, a sua volta, sarà stimolata a proseguire la propria strada alla luce degli spunti emersi dalla concreta esperienza artistica.

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