L'Accademia Dimitri al Festival della Resilienza di Macomer, in Sardegna

L'Accademia Teatro Dimitri ha presentato al Circolo Sardo di Lugano il "Festival della Resilienza" di Macomer, in Sardegna (21 agosto al 2 settembre 2017). La serata è un primo passo del percorso internazionale che dalla Svizzera porterà fino alla Sardegna e al Festival della Resilienza: "un ponte artistico tra Sardegna e Svizzera".

Domenica 18 giugno l'Accademia Teatro Dimitri era al Circolo Sardo di Lugano per creare un "ponte artistico tra Sardegna e Svizzera". Dopo la presentazione del Festival da parte del suo fondatore, Luigi Pirisi, è intervenuto Demis Quadri, ricercatore e docente dell'Accademia, che ha illustrato i termini della collaborazione tra l'Accademia e il Festival sardo. A seguire Elisa di Cristofaro e Andres Santos, studenti master dell'Accademia, hanno creato una performance su letture di poesie sarde, lette da Giovanna Angela Montesu (vice-presidente del Circolo sardo luganese).


Il Festival della Resilienza è un evento promosso da ProPositivo, un'associazione fondata da un gruppo di giovani sardi, sparsi per il mondo, uniti da un assunto: “se il tempo passato a lamentarci dei problemi lo investissimo nella ricerca di soluzioni, ad oggi disporremo di alternative concrete, innovative e sostenibili”.


Dietro tale convinzione, ProPositivo ha lanciato il progetto “Trasformare la crisi in opportunità”, di cui il Festival della Resilienza rappresenta un propulsore fondamentale. Attraverso un approccio metodologico basato sull’incontro e la sinergia tra il mondo della scienza e quello dell’arte, l’obiettivo è creare un ambiente dinamico e multilinguistico, capace di collegare logica e creatività, scuola e imprenditoria, istituzioni e società civile, pubblico e privato. Tutti ingredienti fondamentali per attivare processi di problem solving comunitario e di rigenerazione territoriale che accrescano la resilienza e le life skills dei cittadini, ossia quelle “abilità che aiutano le persone ad affrontare positivamente ed efficacemente le sfide della vita quotidiana”; favoriscano nuovi processi di sviluppo socio-economico, attraverso la valorizzazione delle strategie e dei fondi europei.

Una sfida intorno alla quale, nel corso degli ultimi 3 anni, si è creata una dinamica comunità multidisciplinare e un’ampia rete di partner regionali, nazionali e europei, accomunati dalla volontà di mettere a sistema le realtà più virtuose in campo economico, sociale e culturale con i territori che maggiormente risentono la crisi in Italia e in Europa.

 

In tale cornice, dal 21 Agosto al 2 Settembre, andrà in scena la terza edizione del Festival della Resilienza. Due settimane alla scoperta del Centro Sardegna e del territorio-pilota del Marghine, in cui si svilupperanno: 

- L’Esperienza di Resilienza Artistica (E.R.A) è una forma sperimentale di residenza per artisti che ha come scopo principale quello di produrre delle iniziative di innovazione sociale e culturale per il territorio ospitante. Il tessuto sociale assieme al patrimonio culturale locale costituiscono la base di ricerca della produzione artistica, chiamata a misurarsi con il concetto di Arte Pubblica. La residenza viene quindi concepita come laboratorio partecipativo, in cui ogni disciplina artistica tenta di indagare il“ruolo sociale” dell’arte, come processo sociale, educativo, civico, volto alla la crescita del singolo e del gruppo nella sua relazione con il contesto e con la comunità, in uno spirito di condivisione e contaminazione. 

- La Summer school - un percorso laboratoriale multidisciplinare, rivolto ad innovatori nazionali e locali, avente ad oggetto il legame tra il metodo di analisi e animazione dei territori, l’europrogettazione e le nuove forme di comunicazione e giornalismo partecipativo. A partire dai momenti di approfondimento teorico e di sperimentazione diretta delle attività di ricerca, raccolta, elaborazione e diffusione di dati e informazioni, i partecipanti saranno chiamati a ragionare sulla progettazione nel territorio-pilota del primo Info Lab europeo, ossia un modello organizzativo e comunicativo che crei un ponte tra il mondo dell'informazione partecipata e la rivoluzione che maker, maker-space, fablab e co-working stanno apportando nel mondo. 

- Laboratori formativi per il territorio - un’offerta laboratoriale volta a soddisfare i bisogni e gli interessi formativi del territorio, la quale sarà costruita in base ai risultati di un’apposita indagine sulle percezioni e le preferenze della popolazione (es. discipline artistiche, sartoria e moda, artigianato, cucina etnica, giornalismo e comunicazione, europrogettazione, ecc.).

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